Disorganizzazione Neurologica negli adulti

Hai mai pensato che le tue piccole o grandi difficoltà possano essere riconducibili a pezzetti di sviluppo delle abilità, rimasti come “appesi”? Un pochino di sistema vestibolare immaturo, un sostegno cefalico che deve finire di presentarsi in tutta la sua potenza. Ed ecco stress, disagio, la ricerca di traumi infantili, vagonate di sensi di colpa e tanta impotenza… Ci si da dentro con le ipotesi più ardite. E forse è solo un “riflesso di sviluppo”, una sfumatura di integrazione bilaterale non andata a buon fine. Magari non era timidezza.. forse non era “rigidità caratteriale”, forse non c’entra niente la mamma… Dico che prima di interrogarci “oltre la fisiologia” occorre essere certi che che la “fisiologia” sia a posto. Facciamo pace con la nostra vita! [Nuni Burgio]

ecco un testo, direttamente da INPP, che merita una lettura e due tre riflessioni.

Nonostante la maggior parte delle informazioni contenute in questo sito si riferiscano ai bambini, la disorganizzazione neurologica non è esclusivamente un problema infantile. Infatti se un nucleo di riflessi rimane attivo dopo la prima infanzia, ad un certo momento, durante gli anni evolutivi, si presenteranno dei problemi collegati alla loro presenza. Ad ogni modo, se le anormalità legate ai riflessi sono lievi, il bambino potrà spesso compensarle e far fronte alle sfide legate alla scuola e alla sua crescita, ma rimarrà comunque svantaggiato perché la legge della compensazione esigerà un prezzo che verrà spesso pagato in termini di funzionamento emozionale, di sicurezza di sé e di abilità di reggere ai crescenti livelli di stress. Il dr Lawrence Beuret, che lavora a Chicago con i giovani, ha sperimentato che spesso questo accade per la prima volta con il passaggio a livelli di istruzione superiori. Il sommarsi del fatto di lasciare la casa dei genitori, doversi creare delle nuove amicizie e di dover far fronte maggiori impegni nello studio e di un ambiente didattico meno strutturato, portano in superficie problemi che erano stati precedentemente tamponati dal processo di compensazione. Beuret ha visto che quando questi problemi vengono corretti a livello fisico e neurologico, gli studenti cominciano a riuscire nei percorsi di carriera che si sono scelti. Blythe e McGlown (1979,1980) hanno trovato che circa il 75% dei pazienti diagnosticati con agorafobia hanno carenze evidenti a livello del sistema nervoso centrale che si manifestano in una serie di riflessi primitivi e posturali aberrati e in disfunzioni visivo-percettive e oculo-motorie direttamente collegate a problemi dell`equilibrio, giramenti di testa e ansia.

Ansia
L`ansia è una fondamentale emozione umana che tutti sperimentiamo in vari momenti della nostra vita. Un ansia leggera o moderata può essere utile al nostro spirito di motivazione, alla nostra sicurezza e all`adattamento. Ma l`ansia eccessiva interferisce pesantemente col funzionamento sociale, lavorativo ed emozionale e viene vissuta dal soggetto con grande disagio. L`ansia può essere sperimentata a tre livelli: cognitivo (nei pensieri di una persona), somatico (reazioni fisiologiche o biologiche) o emotivo. Molti approcci al trattamento dell`ansia si concentrano sull`aspetto cognitivo e comportamentale, cercando di modificare l`atteggiamento e le azioni nelle situazioni che scatenano l`ansia. Sebbene in molti casi le tecniche cognitivo-comportamentali siano efficaci, per il terzo tipo di ansia i sintomi sono così acuti che le emozioni sopraffanno ogni tentativo dei centri superiori del cervello (quelli cognitivi) di controllarle. A livello somatico si possono manifestare sintomi come respirazione affannosa, bocca asciutta, mani e piedi freddi, costrizione al petto, senso di vuoto allo stomaco, tachicardia, sensazione di testa vuota, giramenti di testa, tensione muscolare, con un`intensità tale che l`individuo perde il controllo sulle proprie azioni; la temporanea perdita di controllo corticale viene vissuta con disorientamento e, in alcuni casi, panico. Alcuni psicologi adesso sostengono che in alcuni casi di estrema ansia talvolta c`è una base fisica o biologica.
Peter Blythe, founder di INPP, ha trovato che gli adulti con recidive (coloro che sono migliorati per un periodo e poi hanno avuto ricadute) e coloro il cui trattamento è fallito con i più diversi approcci terapeutici malgrado il reale desiderio di volere guarire, mostravano segni di disfunzione neurologica legata ad una mancata maturazione dei riflessi primari con conseguenti problemi di equilibrio, coordinazione, abilità percettive e funzionamento del sistema simpatico che è quella parte del sistema nervoso responsabile delle risposte involontarie, in particolare delle reazioni al pericolo. Questo stato di allerta iperattivato, può portare a sperimentare paura di intensità ancora maggiore, paura della paura futura (ansia anticipartoria) e comportamenti di adattamento inappropriati alla situazione da un punto di vista obiettivo, come evitamento, frustrazione, rabbia e talvolta depressione. Se alla base c`è una disorganizzazione neurologica, correggerla significa aiutare chi soffre a riguadagnare il controllo corticale. (Solo alcuni problemi emotivi sono collegati alla disorganizzazione neurologica)

fonti del testo: www.inpp.itwww.inpp.co.uk
Istituto di Psicologia Neurofisiologica (INPP)  
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ALBO sulla SviluppoFormazione

Da tre anni è in corso la SviluppoFormazione presso Scuole Pubbliche e Associazioni. Su richiesta ( nuni@iol.it ), coloro che hanno frequentato corsi di SviluppoFormazione possono verificare i requisiti per l’ inserimento al presente elenco. Alla richiesta occorre fornire la data, il luogo e il nome del progetto SviluppoFormativo, le ore frequentate e se è stato portato avanti un progetto-classe, con o senza Ricercazione.

Maestre FisioSviluppative:
Hanno frequentato corsi di SviluppoFormazione e portato avanti una quotidianità scolastica Fisiosviluppativa aderendo a Progetti di Ricercazione (elenco in corso di implementazione dati… )
BARALE Chiara – Lucca, Scuola Primaria a metodo Montessori
BUCHIGNANI  Giada –  Quiesa, Scuola Primaria 
BUCHIGNANI Viviana – Lucca, Scuola Primaria a metodo Montessori
GAGLIANI Monica – Marlia, Scuola dell’Infanzia
MICHELINI Maria Pia – Scuola dell’ Infanzia
PAOLI Monica – Marlia, Scuola dell’Infanzia

Enti, Associazioni, Cooperative, Palestre
ODISSEA COOPERATIVA SOCIALE – Capannori (LU)  http://boom.cooperativaodissea.org/ 
Staff SviluppoFormato al Fisiosviluppo, per le Attività Estive BOOM!!! 2019 (Formazione Base + Laboratorio Attività Fisiosviluppative e Laboratorio Tattilità Propriocettiva)

I Doni

Donazioni Volontarie al conto corrente per il ripristino delle attrezzature di lavoro in seguito al furto del 11.05 2019
2019 05 16   Anna 50 €
2019 05 16 Mirco 20 €
2019 05 20, Laura e Alessandro 100 €

Attrezzature Acquistate
2019 05 16   Macchina Fotografica – 501,00 €
2019 05 17  Tastiera PC vecchio, tappetino mouse, card 32 GB x macchina fotografica – 38,97 €
2019 05 20  HD 4 Terabyte, casse x vecchio pc – 108,98 €
Su richiesta scritta alla mail nuni@iol.it  i sostenitori possono visionare gli scontrini delle spese


Settimana Mondiale del Cervello: impariamotutti c’è!

Giunge alla sua Seconda Edizione, impariamotutti. Un convegno molto particolare: tratta lo sviluppo del cervello nelle leggi di sviluppo che gli appartengono, evolutivamente parlando. Ospita iniziative, progetti e relatori che portano avanti, con un occhio di riguardo, lo sviluppo del bambino nel suo ambiente più favorevole

Impariamotutti.it è stato riconosciuto dalla DANA FOUNDATION come partner internazionale della BRAIN AWARENESS WEEK. Dal 1996, la settimana della consapevolezza sul cervello (BAW) è la campagna globale che ha come obiettivo divulgare i progressi e l’importanza della ricerca sul sistema nervoso centrale. Durante una settimana del mese di marzo, organizzazioni di tutto il mondo condividono le proprie iniziative per questo obiettivo comune. http://www.dana.org/

Nella Mattinata:
Manuel Dominguez: Neuroeducazione, i prerequisiti dello sviluppo neurologico a scuola
Virginia Orrico: L’Integrazione sensoriale in classe
Marco Siva: Capire l’intelligenza
Moira Lorenzetti: La stanza sensoriale: il Pianeta delle luci!

Nel Pomeriggio
Nuni Burgio: Il Senso Fisiosviluppativo a Scuola
Simona Serina e Laura cesarano: Nidi e Scuole all’Aperto a Lucca
Viviana buchignani e Chiara barale: Montessori per tutti
Gianluca Orsi: W il Baskin!

Qui potete trovare il programma:
http://www.impariamotutti.it/wp-content/uploads/2019/03/2019Impariamotutti_Programma.pdf

La partecipazione è gratuita, ci si iscrive anche on line
http://www.impariamotutti.it/iscrizione-on-line-impariamotutti-it-2019/

per tutte le info potete collegarvi al sito: http://www.impariamotutti.it


impariamotutti



Si può morire per troppo pulito?

Le leggi naturali vanno cavalcate… non possiamo riscriverle dall’alto della nostra saccenza. La natura va cavalcata, non va stravolta. Le leggi della vita vanno capite e rispettate. Usiamolo il buon senso, quando decidiamo come e quanto usare tutto quel che la nostra mente è capace di partorire, quando chiamiamo scienza l’interpretazione umana solo perchè stiamo giocando al “piccolo Dio” e la natura ci lascia fare. Fino a quando, superato il limite tra la vita e la sua degenerazione, ci leva il giocattolo di mano, brutalmente. NU

«L’incidenza della leucemia linfoblastica acuta infantile è maggiore nei Paesi sviluppati, non a causa di onde elettromagnetiche o agenti chimici, ma degli stili di vita contemporanei. Senza microbi, il sistema immunitario non impara a gestire le minacce»… «Genitori, siate meno schizzinosi» Prof.Greaves, autore dello studio.

Leucemia infantile, tra le cause anche la mancata esposizione ai microbi. La ricerca pubblicata su Nature

Nuova Ricerca mette in relazione la Carenza di Abilità Motorie e la gravità nell’Autismo


Pubblichiamo questo Articolo non perchè a noi madri, che lo sviluppo fisico dei nostri figli determini quello intellettivo, ce lo debba dire la scienza: per fortuna ci arriviamo gia’ prima e di istinto. Ma questo serve a conforto dei genitori che non hanno ancora colto l’importanza dello sviluppo fisico (intendiamo l’ormai famoso “correr nei boschi, come dice la nuni… ). Tuttavia vogliamo, noi che ci occupiamo di Fisiosviluppo, precisare che esistono centinaia di studi scientifici sul tema, e da molti decenni (cercateli, in inglese, su pub med sotto la voce “sensory integration” “neurodevelopment” etc…. ). Tuttavia anche questo studio che vi sto presentando, è ad uso e consumo terapeutico e le risposte verranno convogliate nella formulazione di servizi terapeutici. Manca, al solito, qualunque incoraggiamento ed esortazione ai genitori, (ma è normale cosi, poichè questi studi non sono fatti per lo sviluppo personale e la consapevolizzazione del genitore ma per trovare basi scientifiche a pratiche che entreranno nel circuito del mercato delle offerte di servizi terapeutici), il cui cavallo di battaglia è proprio fornire stimoli su stimoli (quindi anche sensory intergration e ben integrata con tutto il ben di dio affettivo e intellettivo ed educativo naturalmente presente in ogni pratica di accudimento familiare) e dare ai propri figli, anche autistici, una vita sana affettuosa, armoniosa e piena di stimoli naturali. Ci pensiamo noi, a ricordarvelo 🙂 .  by Nuni Burgio
ps: è una banale traduzione con google traslator… se sapete fare di meglio, inviatecene una migliore e la pubblichiamo. Grazie.  
Riferimenti: Autrice: http://health.oregonstate.edu/sites/default/files/people/vita-long/cv-megan-macdonald-april-2014.pdf
L’Università dove ha fatto questa ricerca http://oregonstate.edu/ua/ncs/archives/2014/apr/motor-skill-deficiencies-linked-autism-severity-new-research
Questa è la pubblicazione di riferimento : http://journals.humankinetics.com/apaq-current-issue/apaq-volume-31-issue-2-april/motor-skills-and-calibrated-autism-severity-in-young-children-with-autism-spectrum-disorder
Questo è l’articolo originale di riferimento: http://oregonstate.edu/ua/ncs/archives/2014/apr/motor-skill-deficiencies-linked-autism-severity-new-research __________________________________________
2014/04/23

Corvallis, Oregon – Un ricercatore della Oregon State University ha trovato una relazione tra carenze di abilità motoria e la gravità dei sintomi del disturbo dello spettro autistico nei bambini molto piccoli.

I risultati, che si ritiene l’essere il primo a dimostrare un rapporto diretto tra capacità motorie e l’autismo gravità, indicano che lo sviluppo delle abilità motorie fini e grossolani dovrebbe essere inclusa in piani di trattamento per i bambini con autismo, ha detto Megan MacDonald , un professore assistente in di OSU College of sanità pubblica e Scienze Umane .

“Riconoscere quei deficit molto presto ci dà più tempo per aiutare i bambini a recuperare i loro coetanei per quanto riguarda abilità motoria”, ha detto MacDonald, che è un esperto sulle abilità di movimento dei bambini con autismo.

La ricerca si è basata su uno studio di sviluppo e le capacità motorie dei 159 bambini dai 12 mesi a 33 mesi di età, tra cui 110 bambini con diagnosi di autismo. I risultati sono stati pubblicati questa settimana in ” Attività Fisica Adattata Quarterly “.

Le carenze di abilità del motore tra i bambini con autismo non sono stati collegati alla capacità intellettuale, MacDonald ha detto. Ha trovato che i bambini con autismo erano quasi un anno dietro i loro coetanei tipici nelle abilità motorie, come il possesso di un cucchiaio o afferrare un piccolo giocattolo. Inoltre erano circa sei mesi di ritardo nelle loro capacità motorie, comprese le attività come la corsa e il salto.

“Non è un grosso problema se stiamo parlando di ragazzi più grandi, ma per i bambini tra 1 e 3 anni, quelli sono i deficit consistenti, quasi un terzo della loro vita”, ha detto MacDonald. “A quell’età, sono come piccole spugne – possiamo insegnare loro abilità motorie.”

La maggior parte dei piani di trattamento di autismo per i bambini concentrarsi sulla comunicazione sociale, perché la disabilità ha un effetto significativo in quella zona. La ricerca ha dimostrato che gli interventi di comunicazione sociale di successo può migliorare il quoziente intellettivo, linguaggio, abilità di gioco e di più per i bambini con autismo.

Incorporando lo sviluppo di abilità motorie e lordo in interventi precoci potrebbe fornire una spinta simile, MacDonald ha detto. Si raccomanda inoltre che i genitori considerano i programmi di educazione fisica adattivi, che sono progettati intorno a capacità ed esigenze di un bambino.

MacDonald ha detto che spera che la nuova ricerca contribuirà a costruire la consapevolezza circa l’importanza dello sviluppo delle capacità motorie e la necessità di includere l’educazione fisica adattata e la terapia fisica e occupazionale in piani di trattamento. La ricerca futura esaminerà i diversi tipi di interventi di competenza del motore per vedere se ci sono alcuni che funzionano meglio di altri, ha detto.

Co-autori dello studio sono Catherine Lord of Weill Cornell Medical College e New York Presbyterian Hospital di White Plains, NY, e Dale A. Ulrich della Scuola di Kinesiologia presso l’Università del Michigan.

La ricerca è stata finanziata in parte da una sovvenzione al MacDonald dalla Fondazione Blue Cross Blue Shield del Michigan. Studio co-autore Signore ha ricevuto finanziamenti dalla Fondazione Simons, le prime parole; l’Istituto Nazionale della Salute dei bambini e dello Sviluppo Umano e l’Istituto Nazionale di Salute Mentale.

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Testo in lingua originale:

Motor skill deficiencies linked to autism severity in new research

  04/23/2014

CORVALLIS, Ore. – An Oregon State University researcher has found a relationship between motor skill deficiencies and the severity of the symptoms of autism spectrum disorder in very young children.

The findings, believed to the be the first to show a direct relationship between motor skills and autism severity, indicate that development of fine and gross motor skills should be included in treatment plans for young children with autism, said Megan MacDonald, an assistant professor in OSU’s College of Public Health and Human Sciences.

“Recognizing those deficits really early gives us more time to help children catch up to their peers in regards to motor skill,” said MacDonald, who is an expert on the movement skills of children with autism.

The research was based on a study of the development and motor skills of 159 children ages 12 months to 33 months old, including 110 children with an autism diagnosis. Results were published this week in “Adapted Physical Activity Quarterly.”

The motor skill deficiencies among the children with autism were not related to intellectual ability, MacDonald said. She found that the children with autism were nearly a year behind their typical peers in fine motor skills, such as holding a spoon or grasping a small toy. They also were about six months behind in their gross motor skills, including activities like running and jumping.

“It’s not that big a deal if we’re talking about older kids, but for kids between 1 and 3 years old, those are substantial deficits, almost one-third of their life,” MacDonald said. “At that age, they’re like little sponges – we can teach them motor skills.”

Most autism treatment plans for young children focus on social communication because the disability has such a significant effect in that area. Research has shown that successful social communication interventions can improve IQ, language, play skills and more for children with autism.

Incorporating fine and gross motor skill development into early interventions could provide a similar boost, MacDonald said. She also recommends that parents consider adaptive physical education programs, which are designed around a child’s abilities and needs.

MacDonald said she hopes the new research will help build awareness about the importance of motor skill development and the need to include adapted physical education and physical and occupational therapy in treatment plans. Future research will look at different types of motor skill interventions to see if there are some that work better than others, she said.

Co-authors of the study are Catherine Lord of Weill Cornell Medical College and New York Presbyterian Hospital in White Plains, N.Y., and Dale A. Ulrich of the School of Kinesiology at the University of Michigan.

The research was funded in part by a grant to MacDonald from the Blue Cross Blue Shield Foundation of Michigan. Study co-author Lord received funding from the Simons Foundation, First Words; the National Institute of Child Health and Human Development and the National Institute of Mental Health.