1 anno di Fisiosviluppo a Scuola

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Pubblico lo stralcio di una restituzione in una classe avanzata di scuola primaria, con i bambini e l’insegnante curriculare responsabile del progetto fisiosviluppativo. Per privacy vengono omessi nomi, luogo e anno.

Doc:   sai cos’è che e’ tanto cambiato rispetto prima? loro adesso entrano molto in contatto fisico, si abbracciano tantissimo.

Nuni:  da quanto tempo hai iniziato a fare quotidianità fisiosviluppativa?

Doc:     da ottobre

Nuni:  sei riuscita ad essere sufficientemente regolare?

Doc:     lunedi’ non fanno attività dedicate perche’ hanno altre maestre, pero’ tendenzialmente, si sistemano, spostano i banchi e comunque per la prima mezzoretta in classe fanno attivita’ fisiosviluppative. Quelle sono fisse, tutti i giorni. Nel resto della giornata, negli ultimi mesi, fanno balletto, si muovono. Pero’ la mattina continuano a richiederla, l’attivita’

Nuni:  Doc, quanti bimbi hai?

Doc:   non molti, si e’ lavorato bene anche perche’ sono pochi.

(….)

Stud 1:  io i giochi sviluppativi li faccio [anche a casa ndr] con la mia sorellina che ha tre anni, a volte facciamo il caimano, i pugnetti, i massaggini e a lei piacciono, anche se c’e’ poco spazio in casa noi ce li facciamo comunque.

Nuni (rivolta alla classe): e’ un anno cha fate queste attivita’ sviluppative. come vi state trovando?

Stud 2:  bene! fare il caimano, i pugnetti, e’ troppo forte

Doc:   secondo voi e’ come l’inizio di anno o e’ cambiato qualcosa?

Stud 1:  e’ cambiato qualcosa, uguali non siamo mai

Nuni:  (rivolta ad uno studente che prima del progetto era particolarmente -e talvolta- pericolosamente esuberante): secondo te, tutta questa attivita’ ti sta aiutando a regolare la tua forza, capirla meglio, a essere piu’ preciso nei movimenti o cosa?

(agli studenti era stato spiegato, all’inizio, che taluni comportamenti problematici per se stessi o per altri, non sono per cattivo carattere o colpa, ma per uno sviluppo da ultimare e che questo non completamento, alla loro età, riguarda tutti in modo soggettivo. E’ stato inoltre spiegato il senso delle attività fisiosviluppative e che servono a finire di maturare quel che deve (ho riassunto qui, il succo del discorso).

Stud 2:  vuoi sapere la verita? a fare meno lezione

Nuni:  …non credo che stiate facendo meno lezione. (…) In realta’ state riuscendo ad usare anche il vostro corpo, per imparare meglio. Fa  parte dell’apprendimento,  se il corpo funziona male si apprende male. Questo è un modo di apprendere molto piu’ piacevole, ma non e’ che non state lavorando a scuola, è un momento attraverso cui avrete più facilità nel fare i compiti, il corpo e il cervello funzionano meglio

Stud 1:  la mattina di solito si fanno i massaggini, i pugnetti, e un gioco come i saltini, il caimano, le bambole di pezza…

Nuni:  voglio capire questo, da voi: i compiti che fate dopo queste attivita’ come vanno?

Stud 1:  sono piu’ semplici, piu’ che altro siamo piu’ veloci a fare le cose

Stud 2:  qualcuno, all’inizio era piu’ lento ora e’ piu’ veloce.

Stud 3:  l’altra volta lui (stud x), per la prima volta, e’ arrivato primo nel caimano.

Stud 2:  sul lavorare non mi ha cambiato particolarmente

Nuni:  e sul fisico? sull’umore sicuramente perche’ sei piu’ contento di fare meno scuola 😀

Stud 2:  è vero, e anzi sai cosa? sto studiando le consistenze delle spine dorsali. Quando faccio i pugnetti sento le ossa e dico: “ah questa ha la spina dorsale fatta in un certo modo”, e anche sulle spalle. “lui le ha torte” e “lui, con piu’ carne”

Nuni:  non e’ una cosa da poco, ciò che dici, e’ importante. Sentire le diverse consistenze della schiena e’ una cosa importante.

Stud 1:  io in questo ultimo periodo vedo bambini piu’ tranquilli, piu’ rilassati, ma anche nel giocare piu’ calmi, senza urlare

Doc:   bene!!

Nuni:  come gruppo classe come vi sentite? vi sentite piu’ uniti, compatti?

Stud:  (in tanti):  siii

Nuni:  con le maestre come va?

Stud 3:  io all’inizio quando avevo cominciato i giochi non mi sentivo di fare il caimano, poi ho trovato un modo e sono diventata velocissima. Con le maestre ci sto prendendo piu’ confidenza e questo mi fa star meglio

Nuni:  altro? voglio arrivare a capire se voi avete una percezione positiva di quello che state facendo, perche’ io stessa sto facendo un lavoro e ho bisogno di capire se c’e’ qualcosa da migliorare o no. Io non sono qui per dirvi, fate questo e poi torno a casa mia, sono qui per crescere anche io. Il crescere non e’ solo per i bimbi…

Doc:   a noi serve per capire se riproporre il prossimo anno

Stud:  (tutti urlano Siiiiiiii)

Doc:   (in questa scuola, ndr) non tutte le classi fanno fisiosviluppo, questa classe si, e ti posso garantire -perche sono io che me ne occupo- che noi non abbiamo fatto sconti su nulla, non abbiamo fatto meno rispetto ad un’altra classe dell’istituto e posso dirti che secondo me, le cose difficili che abbiamo fatto quest’anno, sono certa che le abbiate apprese bene. E ne abbiamo fatte tante e complesse. Ti posso garantire che avete lavorato tanto e bene a mio avviso.

(….)

Nuni:  e’ una costante in tutte le classi che fanno fisiosviluppo, a prescindere dell’eta’ , dal contesto e dal luogo. Viene sempre fuori questo aspetto: il gruppo classe diventa molto solido, internamente, non ci sono componenti che restano in anomalia, diventano molto coesi, si aiutano l’un l’altro, hanno un’energia avanzata, stabile. Altre cose che vengono fuori e’ che sono col cuore piu’ aperto. Piu’ sbocciati. Sono costanti e piu’ presenti.

(….)

Doc:   posso dirti una cosa a proposito della materna dove va mio figlio: quando tu hai proposto loro il progetto e l’hanno fatto fare ai bimbi, in quella mandata c’erano alcuni bambini fortemente anticipatari che sono rimasti a ripetere l’ultimo anno. Ebbene, quando anche loro sono arrivati alla primaria e hanno rivisto gli ex compagni di materna, la classe materna originaria si è cercata e ricompattata come se si fossero lasciati il giorno prima: sono andati dritti dritti nella seconda e, nonostante molti siano in seconda e alcuni in prima, in tutte le occasioni in cui possono, continuano a mantenere un legame che si manifasta nel fare insieme la ricreazione, i giochi al’aperto. I bambini hanno sviluppato un legame stabile ma non affatto chiuso. Io queste dinamiche stabili non le avevo mai viste. (ndr: riassunto)

Nuni:  grazie che ce lo stai dicendo. Sono dati importanti, da conoscere

Doc:   sono cose che vivo ogni giorno sulla mia pelle

Nuni:  i bimbi crescono, sapere che esiste un legame forte che noi possiamo non intralciare, ci conforta:  e’ un legame forte di sostegno l’un l’altro, che creiamo per la vita.

Doc:   lo sentono anche i genitori.

Doc:   secondo me questo lavoro trasposto a tutte le eta’, ha un risvolto sociale

Nuni:  lo ha, perche’… ti porto un esempio. Lei (una alunna) ha detto prima che i pugnetti e le attività di sviluppo le fa anche a casa

Stud 1:  si, li sto facendo a casa con la mia sorellina

Stud 2:   io ho provato a farlo a casa con mio fratello e mio padre mi ha detto: fermo che gli fermi la circolazione! ma io ho risposto che li facciamo sempre a scuola senza problemi

Doc:   ma poi porta proprio a un rispetto… (per l’altro ndr)

Nuni:  tieni conto che voi li fate a scuola, e lei adesso a casa con la sorella piccola. Gia lei automaticamente e’ entrata nel linguaggio della contattilità e della sua importanza. Quando lei va a casa e con la sorellina fa i pugnetti, i massaggini, o fanno bambole di pezza, questo vuol dire che in lei è cominciato un processo di sviluppo della attitudine sviluppativa che non si ferma piu’ perche’ quando cresce e avra’ a che fare con bimbi o con bimbi suoi, tutto quel che in questo anno ha sviluppato e compreso non e’ qualcosa che può dimenticare. Dare sviluppo è una abilità umana che si sviluppa per sempre, come il camminare, parlare, scrivere, andare in bicicletta. (…)
Nuni Burgio. Sviluppoformatrice sul Fisiosviluppo

Se vuoi saperne di più o avviare un progetto scolastico, o ricevere Sviluppoformazione individuale puoi inviare un messaggio su whatsapp al 366 2986588 o una mail a: nuni@iol.it

 

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Author: Nuni Burgio
Ciao, mi chiamo Nuni, ho 57 anni e se debbo descrivermi, la mia mente si svuota e non so cosa scrivere. E’ uno dei tanti fastidi di uno sviluppo incompleto, ma chi se ne frega: a 57 anni puoi sempre dire che si tratta di vecchitudine incipiente...