Di nome: Semplicità

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PENSIERI SPARSI DI UNA MAESTRA

L’estate con le sue giornate lunghe, assolate, calde, troppo calde, avanza di giorno in giorno e in agosto sembra prendere la rincorsa. E una maestra, con la testa da maestra, non può fare a meno di notare che settembre sta arrivando, è sempre più vicino e carico di sorprese, aspettative, propositi e altre menate che ogni anno frullano in maniera più o meno organizzata, e più o meno chiara date le disposizioni ministeriali, i punti fermi dei Dirigenti, le attese di nuove colleghe “arruolate” o precarie ecc. ecc. nella testa di una maestra. Personalmente, come posso, mi aggrappo a un’ancora di salvezza che scelgo e riscelgo quando sento le onde del mare mosso avvicinarsi ai miei piedi.

Il suo nome è SEMPLICITÀ.

Semplicità pare una parola semplice ma per diventare semplici ci si può impiegare anche una vita intera. Io però ho la fortuna di avere davanti, nel mio lavoro, chi me la dimostra e me la insegna di continuo: i BAMBINI. Già, nella scuola ci sono anche i bambini, quasi quasi me ne dimenticavo! Ma tu guarda, come sfuggono queste sottigliezze, se non si sta attenti! Con loro non si scherza eh! Fai un passo falso, parti da uno scalino più alto senza tener conto delle basi, ragiona con la tua testa invece che con la loro, chiedi quello che non ti possono dare in quanto bambini e non macchinette a comando ed è fatta! Siamo fritte! Stese! Esplose! Disintegrate! Già stanche e distrutte prima che ottobre sposti settembre e si prenda il posto. Ma se lasciamo che ci guidino i bambini -che seguono senza accorgersene la semplicità della loro natura, del loro modo di crescere e svilupparsi- allora diventa tutto molto più SEMPLICE!!! Per tutti! Non ho un pollice verde particolarmente sviluppato, ma un giorno mi sono messa a pensare e a scrivere due righe su quello che è il mio compito di adulta di fronte a un bambino, e l’ho chiesto alla Natura. Lei le idee le ha più chiare delle mie. E ora le trascrivo qui perché quando mi sono uscite dalla testa alla carta, ho deciso che avrei dovuto farne il mio Credo.

La Scuola dell’Infanzia ha un suo compito preciso, importante e anche affascinante, quello di PREPARARE IL TERRENO. I bimbi sono come dei semini preziosissimi che, come in natura, hanno racchiusa in sé una pianta unica, bella, con le proprie qualità e le proprie delicatezze. Può essere una fragolina di bosco o una quercia, non importa, ma possiede in sé tutto quello che gli serve per diventare se stessa. A noi il compito di prendercene cura, offrendo le condizioni giuste: smuovere la terra, renderla fertile, irrigarla nella giusta misura…perché lei possa svilupparsi e venir fuori. Non c’è bisogno di tirarlo, questo semino, smuoverlo, disturbarlo tutti i giorni, di ricoprirlo di concime fino a soffocarlo. Il seme ha le sue leggi di sviluppo, i suoi tempi, i suoi modi per diventare pianta. Noi osserviamo, ascoltiamo, cogliamo i segnali e offriamo un tocco, un paletto di appoggio, acqua quanto basta… Poi verranno fuori anche lo stelo o il tronco, i rami, le foglie, fiori e frutti. A suo tempo. Ora assicuriamo le radici alla terra.

Questo è il mio augurio a tutte le maestre per questo nuovo anno scolastico che sta per cominciare!

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Insegnante toscana con la passione per la scrittura. Socia fondatrice dell'Associazione Culturale letteraria "Nati per scrivere" con sede a Camaiore (Lucca). Nel 2018 pubblica "Zena la nuda", romanzo edito da Panesi Edizioni; nel 2019 esce "Tito il dito e l'alieno scoppiettante", racconto per bambini (NPS Edizioni). E' del 2020 il romanzo "La meccanica delle vite possibili"